E Buon Anno sia
Lo avevo aspettato con le armi sguainate, e invece il 2008 è stato un anno sereno.
Di più: uno dei migliori che abbia vissuto, tanto che nel salutarlo provo già un po’ di nostalgia. Sono stata bene in tutti i sensi, ho avuto le mie belle soddisfazioni, ho fatto nuove amicizie, ho incontrato tante persone straordinarie, ho cominciato la ricostruzione del corpo e dello spirito, e nel frattempo le mie bimbe sono cresciute. La piccola è diventata ogni giorno più dolce ed astuta, la grande sta muovendo i primi passi fuori dal mondo azzurro, ma mi dice ancora frasi strappacuore del tipo: “Prima di nascere ho detto agli angeli che volevo te come mamma”.
Ed ecco arrivare un altro anno, pieno di incognite e speranze.
Fino a qualche tempo fa facevo un calendario per me e per i miei familiari, con le foto delle principesse, ma ora fatico anche solo ad elencare i mesi a venire, non sapendo cosa mi porteranno. Certo, non lo sapevo neanche prima, ma era diverso, o almeno ero diversa io. Adesso mi accorgo che ho lasciato il 2007 appeso sotto il 2008, con le foto di un mondo che per me non esiste più: la spiaggia di Cattolica, il mare, il gelato, una domenica in montagna, la prima festa dell’asilo, un pomeriggio di primavera, la principessa grande che scende dallo scivolo e ride. Le mie figlie, ritratte in quelle immagini, mi appaiono ancora più piccole, tanto da sembrare veramente lontane. Purtroppo senza volerlo ho cancellato molti ricordi, come se fossero perduti nella mia infanzia, non nella loro. Non vedo niente di nitido prima e dopo questo 2008, e tutto ciò mi rendebbe molto triste, se il mio cuore non fosse soprattutto pieno di gratitudine per essere ancora qui.
Non avevo chiesto niente all’anno che sta finendo, ed è stato eccezionale, e non chiederò niente neanche al 2009.
Vorrei solo che fosse un anno qualsiasi, un altro modo per dire un anno buono.


























