venerdì, 30 gennaio 2009

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Io sono qui, tu dove sei?

Archiviato da juliaset in: blogterapia, lavoro e altri compiti
La voglia di postare ci sarebbe anche, e non mi mancano certo gli argomenti, però il tempo è tiranno: sono nuovamente in ritardo con il lavoro e mi si prospetta una settimanina bella intensa.
Credo quindi che nessuno si scandalizzerà se lancio oggi il mio Delurking-Day, ovvero il giorno in cui gli avventori silenziosi di questo blog (qualora presenti, ovvio) sono chiamati a lasciare traccia del loro passaggio. Tecnicamente il giorno dedicato a questa pratica sarebbe stato tre settimane fa, ma come vi ho detto sono in ritardo... Insomma, cari amici,se ci siete vi chiedo di venire allo scoperto (anche sotto pseudonimo, se preferite), e per convincervi vi ricordo quanto mi piacciono le carrambate, soprattutto in questo periodo. Per esempio mi piacerebbe molto sapere se Antonella dalla Germania mi legge ancora, ma non oso chiedere troppo.
Intanto, quasi senza accorgersene, c'è venuto fuori pure il post.
giovedì, 29 gennaio 2009

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Prospettive

Sono rimasta incantata da un'intervista rilasciata al tiggì da Andrea Camilleri, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro. In essa dichiara di alzarsi ogni mattina alle sei e di dedicare le prime tre ore del mattino alla scrittura, non prima di essersi lavato e vestito, però, dal momento che non potrebbe mai affrontare un compito così importante in pigiama e ciabatte.
Poi, quando i rumori della città cominciano a farsi sentire, si dedica anche lui alle altre attività della vita normale.
Sinceramente, non riesco ad immaginarmi una vecchiaia più bella.
martedì, 27 gennaio 2009

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Anima bella

Archiviato da juliaset in: amicizia, vera bellezza, chiamale emozioni
Però, strano ritrovare tutta questa gente. E dove sono poi i segni di quel tempo di cui avevamo tutti paura? Sì, abbiamo pettinature e vestiti diversi, ma i visi sono gli stessi e le parole simili ad allora. Così basta poco per rimettersi a ridere e sentirsi di nuovo giovani.
E alla fine arrivi anche tu. Scopro che ti stavo aspettando e ti confronto con l’immagine che conservo di te. Maglione fatto a mano, jeans, faccia pulita, aria svagata, senza età. Sì, sei uguale a ieri, dieci anni fa. Dove ti ho incontrato la prima volta? A lezione, o forse in un libro di Pennac.
Le nostre sedie sono lontane, scalandole pian piano ti raggiungo.
Ciao, come stai, bene e tu?
Sono sposata, sì, ho due bambine. Tu invece sei single. Vedremo, già, c’è tempo.
Lavori sempre lì, ti piace ancora? Io ho cambiato un po’ di volte, dici che ho fatto bene?
No, internet la usi poco, io invece...
Leggi ancora tanto? Sì, hai finito proprio ora un libro di statistica, me lo consigli… non mi fido, ridi e giuri che è divertente. Solo tu puoi dire una frase così, lo sai?
Poi ti chiedo se vuoi leggere una cosa che ho scritto, e con naturalezza rispondi sì, certo che voglio.
E ritrovo i gesti e le parole che ricordavo. La tua anima bella, gentile, fuori dagli schemi.
Ricordo quella volta che per ringraziarmi di un favore mi portasti in aula un ramo di pesco.
Vedi, non ho dimenticato né lui, né i suoi colori.

pesco
domenica, 25 gennaio 2009

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In cerca di sostegno

Archiviato da juliaset in: amicizia, blogterapia, shoppingterapia, che ironia
Cronache di un tranquillo fine settimana.
La cena con i compagni di Università è andata bene, oltre le più rosee previsioni. Mi hanno fatto un sacco di complimenti, ci siamo raccontati tante cose, abbiamo parlato abbondantemente di figli e rinvangato i bei tempi che furono. Le uniche note dolenti sono che forse è il caso che rimuova la mia effigie da questo blog (è dura rinunciare all’esibizionismo, ma le ragioni sono più che valide), e che qualcuno mi ha accusato di vivere attaccata al computer. L’hanno definito “la mia protesi”, facendomi immediatamente sobbalzare dalla sedia. Vabbè, non è colpa loro se io ho sempre la coda di paglia.
Sabato invece ho fatto compere, sfidando la neve fioccata in grande quantità sulla pianura. Non vi faccio la lista di ciò che ho acquistato per una semplice questione di decenza.
Infine, tanto per non smentirmi mai, oggi all’IKEA ho comprato un oggettino simpatico che mi permetterà di tenere il mio amato notebook sulle ginocchia in diverse circostanze, forse addirittura mentre guido (no, scherzo). Non so ancora se funzionerà, ma tutto ciò che serve a migliorare il rapporto con le mie protesi è sempre il benvenuto.

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venerdì, 23 gennaio 2009

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Carriera

Archiviato da juliaset in: lavoro e altri compiti, diario di un ingegnere
Adesso: pioggia, 6°C.
E io sto qui a cercare di lavorare, a casa, con una tazza di tè davanti.
Frugo tra mille pensieri sparsi nel tentativo di trovare un briciolo di voglia, di ispirazione.
Niente, non s’ha da fare.
Eppure sono indietro, devo recuperare. E' il bello della gestione autonoma del lavoro, recuperare davanti a una tazza di tè. Sì, ma non oggi. Mi sento lenta.
Stasera vado a una cena organizzata grazie a Facebook. Ingegneri, stavolta. Tutti i miei compagni di corso, per la precisione. Chissà se saremo in tanti. Il pensiero va ad una mia amica che non ho più visto né sentito: nella lista non c’è, ma non è detto che poi non la ritrovi lì.
In onore dei vecchi tempi indosserò jeans, maglioncino a righe, scarpe sportive, proprio come allora. È solo un trucco per non sembrare troppo invecchiata, forse. Niente occhiali, però, e stavolta non avrò neanche bisogno del reggiseno delle meraviglie, ma questo non lo sapranno mai.
Bah, non so se ne ho voglia.
Sono passati più di dieci anni e molti di loro hanno fatto carriera, oppure si sono messi in proprio. Io non ho voglia di parlare di lavoro, dovrei spiegare un mucchio di cose e non mi va. Non ho voglia neanche di parlare di me, della mia malattia e di tutto quello che ci ruota intorno. Però ho voglia di vedere quei ragazzi di un tempo: con molti di loro andavo veramente d’accordo, e qualcuno mi ringrazia ancora perché ha studiato sui miei appunti.
Se mi chiederanno qualcosa, dirò che scrivo ancora appunti, ecco. In fondo è la verità.
giovedì, 22 gennaio 2009

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Avvistamento

Archiviato da juliaset in: libri, amicizia, son soddisfazioni, blogterapia
Qualche giorno fa ho lanciato un appello strappalacrime: datemi notizie dei miei piccoli parallelepipedi, ditemi dove sono e soprattutto se stanno bene!
Evidentemente impietositi dalla mia richiesta e preoccupati per il mio stato mentale visibilmente alterato, alcuni di voi mi hanno lasciato un commento qui sul blog, altri mi hanno mandato delle mail, alcune addirittura corredate da foto. Per esempio, potete vedere qui sotto uno dei miei tesori, ben inserito tra I Pilastri della Terra di Ken Follet e Il Conte di Montecristo di Dumas.
Sì, è proprio lui.
Ora sono molto più tranquilla, ecco.

Libro1

Libro2
mercoledì, 21 gennaio 2009

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Il primo ballo

Archiviato da juliaset in: personaggi, venere e marte, chiamale emozioni

Chissà cosa si dicono questi due, nella vita privata, intendo. Sarò banale, ma li immagino sempre impegnati in dialoghi molto brillanti. Durante un comune litigio vedo bene lei che dice: "Caro, il telefono rosso nel salotto te lo scordi", o qualcosa del genere. 
Be', sì, li osservo anch'io, come tutto il resto del mondo, e mi faccio dei veri e propri viaggi.
Ieri sera forse lei gli avrà sussurrato "Grazie per il ballo, Presidente", mentre il mondo controllava che non sbagliasse i passi. E' plausibile, del resto lui ha detto a tutti: "Ehi, gente, avete visto che bella la mia First Lady?", mentre il mondo guardava il suo vestito da sera con occhio critico.
Insomma, due ragazzi al ballo. Sotto certi aspetti mi fanno quasi tenerezza, hanno davanti a loro tante di quelle prove che noi umani non possiamo neanche immaginare, eppure eccoli lì in pista intenti a non pestarsi i piedi.
Ma continuiamo con le fantasie.
Vedo lei che finalmente si toglie le scarpe e dice: "La storia, la storia, in questa casa (bianca) non si parla d'altro!".
E lui che chiede: "Sì, ma quando si mangia per davvero?"
Lei che sorride e pensa che sia stata una buona giornata.
Lui che si sente stanco ma felice, come ciascuno di noi dopo una bella festa.
martedì, 20 gennaio 2009

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Sarà capitato anche a voi...

Archiviato da juliaset in: musica
...di avere una musica in testa, e che altro?
E giusto per non farmela passare dalla mente la metto anche nel blog, con un video che mi piace assai.

Tutto l'universo obbedisce all'amore, F. Battiato - C. Consoli
Scene tratte dal film Orgoglio e Pregiudizio
 
lunedì, 19 gennaio 2009

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Un nuovo taglio

Archiviato da juliaset in: vivere, tumore al seno, vera bellezza, chiamale emozioni
Durante i miei giri passo davanti a un nuovo negozio di parrucchiere proprio a due passi da casa mia. Vedo uscire una signora con una bella testina e penso che ho un’ora libera e l’umore ballerino, e allora perché no.
Entro e la ragazza mi fissa per una frazione di secondo di troppo, poi mi dice che ha tempo e io mi accomodo. Mi rilasso, ipnotizzata dal quadro con il bacio di Klimt e da una bella musica di sottofondo. Mentre mi lava la testa lei mi dice che ho dei capelli che sembrano nuovi, come quelli di un bambino, e non ne perdo uno, strano. No, non è strano, le dico, sono capelli nuovi davvero. Non so perché glielo dico, di solito su queste cose sono riservata, soprattutto con chi non conosco. Lei dice che ha capito cosa voglio dire, anzi, lo ha indovinato subito perché adesso si ricorda perfettamente di avermi già vista. Nell’estate del 2007 lavorava in centro, nel negozio in cui ho comprato la mia parrucca, Karen. Io no, non mi ricordavo. È stato l’inconscio a farmi entrare lì dentro, presumo.
insomma, lei è molto preparata sull’argomento, primo perché vendeva parrucche e secondo perché sua madre si è ammalata anche lei, due volte. Ed è guarita tutte e due le volte, ma ora ha un pessimo carattere e rompe le scatole a tutti. Dice che aveva sedici anni quando la mamma ha avuto il primo tumore, e la sua adolescenza è finita lì. È dovuta crescere in fretta e forse anche lei ora ha un carattere più duro. Dice che mentre le compagne di scuola pensavano ai ragazzi e ai vestiti e alle feste, lei aveva problemi più grossi. Le dico che mi dispiace e che è sempre utile ascoltare come si vivono le cose dall’altra parte. E allora mi dice che questo le ha condizionato la vita e le ha tolto la serenità di ragazzina. Certo, ora è anche più forte, ma è stata dura, e intanto mi taglia i capelli e mi dice come devo prendermi cura di loro.
Sì, penso, mi dispiace per la tua serenità, mi dispiace che tu abbia avuto una vita dura, mi dispiace davvero, ma quando ti guardo vedo le mie figlie tra qualche anno, che si lamentano del mio brutto carattere e dicono che la loro infanzia è stata un po’ più complicata, e mi sento fondamentalmente bene, perché vuol dire che sono ancora su questo mondo a rompere le scatole a tutti voi. Perché io non sono perfetta, nessuno è perfetto, il mondo non è perfetto, e nonostante tutto la vita è maledettamente meravigliosa, ma non te lo dico.
Ti dico solo che mi hai fatto un taglio perfetto, questo sì.

il-bacio-di-klimt
giovedì, 15 gennaio 2009

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Stereotipi

Archiviato da juliaset in: venere e marte, che ironia
Oggi mi sento leggermente polemica verso l'altra metà del cielo, di cui faccio parte, tra parentesi. Ma, volendo, ne avrei pure per gli altri.
Vabbè, ridiamoci su.