venerdì, 27 febbraio 2009

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Relax

Quasi dimenticavo: ieri è andata bene.
E' stato appurato che alcuni organi a cui tengo particolarmente funzionano a dovere.
Adesso mi rilasso un po'.
giovedì, 26 febbraio 2009

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Lo zampino del principe

Archiviato da juliaset in: amore, amicizia, principe, lucida follia, animali sociali
Oggi va decisamente meglio, tanto che ho deciso di lavorare un po’ da casa.
Nel pomeriggio incomincio ufficialmente il girone primaverile dei controlli, con una visita di cortesia, per quanto lo possa essere un incontro in cui ti viene infilato un oggetto metallico nel corpo. Poi ci sarà da aspettare, e a metà marzo si parte con i controlli più seri, cioè prelievi, raggi, mammografie, ecografie e chi più ne ha più ne metta. Ad aprile fine dei lavori, e se tutto va bene si festeggia la Pasqua con tranquillità. Questo è quello che mi aspetta nell’immediato futuro. Dopodichè…be’, saranno passati due anni, quindi saremo usciti dal codice rosso per sostare un po’ di tempo nel codice arancione. Tutti questi colori mi fanno venire mal di testa, meglio pensare ad altro.

Ieri ci ho dato dentro con Facebook, Skype, mail, messaggi e attività affini, tanto che oggi continua a rimbalzarmi in testa il discorso fatto con un’amica, su volpi, principi e dipendenze affettive. Come forse saprete io ho basato tutta la mia educazione sentimentale sul libretto di Antoine de Saint-Exupéry, scontrandomi spesso con il mio consorte, che invece lo detesta. Ne ho già parlato diverse volte, ma ribadisco che tendenzialmente io sono una volpe, della specie meno furba, perché mi affeziono facilmente e non sempre sono ricambiata. Tuttavia talvolta sono anche il Piccolo Principe, perché per mia natura tendo a creare legami attraverso comportamenti rituali e gesti gentili. La cosa si complica perché fino a poco fa non ero una persona particolarmente “fisica” ed affettuosa, cioè facevo fatica a manifestare i miei sentimenti di simpatia, stima, amicizia eccetera, mentre adesso sono più espansiva, ma evidentemente non ho ancora imparato a gestire bene la situazione. Insomma, tendo a bruciare le tappe, ho fretta perché ho paura di non avere tempo. Il risultato è che mi lancio di brutto, prendendo delle murate pazzesche - quando va bene - o peggio ancora creando dei legami che non sono in grado di coltivare adeguatamente, perché le persone con cui li stabilisco sono molto esigenti ed io ora non riesco a dare più di tanto. L’ho fatta un po’ difficile, ma credo che molti di voi sappiano bene di cosa parlo.
In definitiva, in questi giorni di malanni ho avuto anche tanti brutti pensieri, così ho fatto degli incubi, e nel sogno ho chiamato più volte la mamma, come una bambina. E puntualmente a consolarmi e tranquillizzarmi c’è sempre stata la carezza di una mano, che però non era quella di mia madre, ma di un tizio che odia le volpi e i principi e che continua a sopportarmi, anche se ultimamente sono diventata piuttosto complicata. Una persona che si fa molte meno domande di me su questo genere di argomenti, perché ha trovato da tempo delle buone risposte, molto concrete e straordinariamente semplici.
martedì, 24 febbraio 2009

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Influenza di Facebook

Archiviato da juliaset in: amicizia, animali sociali
Ho trovato un nuovo utilizzo di Facebook: bollettino medico. Ieri sera mi è venuta le febbre, e puntualmente oggi mi è stata diagnosticata un'entusiasmante tonsillite da ultimo di carnevale. Sono abbastanza avvilita, anche perchè devo lavorare, ma mi consola il fatto che i miei 129 "amici" possono usufruire di questo meraviglioso servizio: l'aggiornamento sulle mie condizioni di salute in tempo reale.
Onestamente il 98% di loro non ha avuto alcun tipo di reazione, ma dagli altri mi sono arrivati incoraggiamenti e consigli di ogni tipo. Per esempio ho scoperto che mangiare un limone di Sorrento intero potrebbe aiutarmi molto, e che il latte con miele e un goccio di alcol è sempre il rimedio più indicato.
Be', ognuno può pensarla come vuole, ma a me queste coccole virtuali fanno molto piacere, soprattutto quando mi si prospetta un pomeriggio in compagnia di farmaci e mal di testa.
Adesso vado a meditare sulla questione morbidamente sdraiata sul divano, certamente non prima di aver aggiornato il mio stato.
lunedì, 23 febbraio 2009

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Carnevale fashion

Archiviato da juliaset in: principesse, normale ma non banale
Devo confessare una cosa: il Carnevale non mi fa esattamente impazzire, e credo che sia stato così fin dai primi anni della mia infanzia, visto che le rare foto dell’epoca mi ritraggono sempre imbronciata, oltre che camuffata in maniera improbabile. Le mie figlie invece non sono esattamente dello stesso avviso, e infatti ieri sono state portate ad una festa paesana con tanto di carri in maschera. Se io sto male al solo pensiero della folla che lancia gragnuole di caramelle e coriandoli da altezza sopraelevata, le mie principesse ne sono assolutamente entusiaste. Per loro si tratta di una versione più che realizzabile del paradiso in terra, presumo. Dirò di più: mettono una tale cura nella preparazione dei vestiti e dei relativi accessori, da fare invidia alle star prima della notte degli Oscar. E devo stare pure molto attenta a non esagerare con le mie logiche di risparmio, o meglio di riciclo spudorato, perché per loro frasi del tipo “tanto si mette una volta sola, non ne vale la pena” equivalgono ad una vera e propria dichiarazione di meschinità.
In sostanza, la mia primogenita ieri ha esibito un costumino rosa da fata con tanto di cappello a cono d’ordinanza, arricchito di tulle, stelle e macchie di pizza; la piccola invece ha riutilizzato il costume di Alice nel Paese delle Meraviglie della sorella, e fin in qui nulla di strano, tranne che si trattava di un travestimento di ispirazione Disneyana più adatto ad una bellezza nordica, come è appunto la mia grande, piuttosto che a una moretta tutto pepe come la piccola. La quale ha personalizzato il tutto mettendosi due orecchie finte da gatta, con un effetto delicatamente surreale.
Insomma, anche stavolta ha trionfato la fantasia, e come se non bastasse, domani si ripete.
venerdì, 20 febbraio 2009

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Fisica quantistica

Archiviato da juliaset in: principesse, buona e cattiva sorte
Osservazione sperimentale: è impossibile che un bambino di età minore o uguale a cinque anni compia spontaneamente il percorso dalla porta di casa alla macchina, a meno che non venga drogato o non gli sia fornito uno stimolo esterno sufficientemente trainante.
In tal caso tuttavia compirà un vero e proprio salto energetico e si metterà a correre alla velocità della luce.
E naturalmente troverà un escremento da pestare lungo il tragitto, ma questo è un altro discorso.
mercoledì, 18 febbraio 2009

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Domandina

Archiviato da juliaset in: amicizia, venere e marte, blogterapia
La rete va e non va, e si tratta di un grosso problema visto che devo assolutamente lavorare (preciso che internet mi serve soprattutto per questo, oltre che per diletto, se ancora qualcuno avesse dei dubbi).
Insomma, spero di avere il tempo di connessione sufficiente per sottoporvi una questione che mi tormenta da ieri sera, complice una chiacchierata con mio marito e i miei suoceri davanti a un Nebbiolo probabilmente drogato: esiste il colpo di fulmine anche nell'amicizia, oltre che nell'amore, ovviamente senza fare distinzioni di sesso?
Aspetto pareri convinti, ma anche controdomande, dubbi e perplessità, come volete voi.
Scrivete, cari amici blogosferici, non vedo l'ora di sapere cosa ne pensate.
martedì, 17 febbraio 2009

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Bluff

Oggi è successa una cosa anomala: per la prima volta da quasi due anni ho fatto una specie di colloquio, anche se non si tratta di un nuovo lavoro, con buona pace dei miei colleghi eventualmente all'ascolto. Forse, e dico forse, assumerò un piccolo incarico serale per un corso su un argomento che mi interessa molto (niente cucina macrobiotica o massaggio del piede, stavolta stranamente riguarda l'ingegneria). Mentre con gran disinvoltura illustravo al mio interlocutore la mia ampia visione di orizzonte professionale - tralasciando ovviamente di dire che per il mondo finisce e ricomincia a fine marzo, dopo i controlli - mi sono ritrovata a riflettere su una spinosa questione: tra poco sarà bene che tolga la mia faccia da questo blog, se voglio ancora lavorare in questa piccola città. Mi dispiace molto, anche perchè potermi specchiare ogni giorno in questa fanciulla dall'aria furbetta a volte mi fa quasi credere di esserlo davvero. La dovrò sostituire con un fiore o qualcosa di simile, ma temo che non sarà la stessa cosa.
Ma torniamo all'evento più rilevante della giornata: per la prima volta qualcuno mi ha chiesto come vedo il mio futuro tra cinque-dieci anni, come se fosse la cosa più naturale del mondo. E io ho sparato alto, bluffando calmorosamente, fingendo un'ambizione che in realtà non ho mai avuto, e la cosa buffa è che il tipo se l'è bevuta tranquillamente.
Ve l'ho raccontato qualche tempo fa, il mio futuro ideale è una vecchiaia alla Camilleri: sveglia alle sette, toeletta, colazione, scrittura, e poi vita, tanta vita normale.
Non chiedo altro, ma il mondo mica lo deve sapere per forza.
lunedì, 16 febbraio 2009

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In panchina

Archiviato da juliaset in: libri, cinema
In sintesi, questo è stato un buon fine settimana, tanto che ne provo già nostalgia.
Per finire in bellezza ieri sera io e il Principe abbiamo visto il film Caos Calmo, tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi. Mi è piaciuto molto, a discapito della diffidenza che nutrivo nei confronti di quest'opera, dovuta soprattutto al polverone suscitato dalla famosa scena di sesso tra Nanni Moretti e Isabella Ferrari. La quale scena, per inciso, non è certo la cosa più interessante del film, almeno secondo la mia modesta opinione. A questo punto sarei molto curiosa di leggere il libro, per vedere se mi piace ancora di più, come spesso succede. Vedrò.
Ci sarebbe molto da dire e da riflettere a riguardo, ma in questi giorni continuo ad avere la testa troppo vuota per argomentare. Credo di essermi persino immedesimata nel protagonista, perchè oggi mi sento come lui: l'unica cosa che mi sembra avere un senso è stare seduta su una panchina a guardare e ad aspettare.
Cosa, non lo so.
Immagine di Caos calmo
venerdì, 13 febbraio 2009

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Test cerebrale

La buona notizia è che alcune potenziali brutte notizie erano un falso allarme, e scusate il pasticcio.
I falsi allarmi capitano, nella vita, ma quando hai avuto a che fare una volta con lo stretto improbabile rimani sempre piuttosto sospettoso e vulnerabile, sai com'è.
La brutta notizia invece è che la crisi economica sta falciando a destra e a manca, e purtroppo ci prenderemo sotto anche noi, almeno in parte. Ma quando c'è la salute c'è tutto, o no?
Intanto ieri, alla faccia della recessione e del destino avverso, mi sono comprata un paio di belle scarpette bordeaux (euro 19.90) - che credo non mi toglierò più dai piedi, visto che hanno portato fortuna - e un paio di orecchini-patacca a forma di stellina (euro 4,90). E' il mio regalo di S.Valentino a me stessa, per dimostrarmi quanto mi voglio bene. Purtroppo i miei preziosissimi orecchini sono già stati adocchiati dalla principessa piccola, che  fondamentalmente crede che tutti gli pseudogioielli della madre siano suoi. Per le scarpe ahimé dovrà aspettare, lei porta un ventisette e io dieci numeri in più. Come mi dispiace.
Ora sto rimirando con soddisfazione i miei acquisti, mentre una piccola zona del cervello cerca di quantificare cosa mi costerà rimpiazzare il computer domestico che ci ha abbandonato proprio in questi giorni.
Non so dire neanch'io se ho la mente troppo sgombra o troppo piena: se facessi il test per l'età cerebrale salterebbe fuori che ho quindici anni, questo è certo.
giovedì, 12 febbraio 2009

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Smile

Ok, mi sono ripresa. Più o meno.
Vediamo di inquadrare la situazione con oggettività.
Per cominciare, mio marito avrà un pochino di tempo in più da dedicare alla famiglia. La metto tra le note positive? Sì.
Non mi voglio pronunciare sulle altre cose che mi preoccupano: facciamo tutto un passo alla volta, che c’è sempre una soluzione.
In più oggi c’è il sole e ieri la mia presentazione con il cliente è andata abbastanza bene, quindi ok anche sotto questo punto di vista.
Infine sto guardando “Fiore di Cactus”, un film leggero, proprio ciò di cui ho bisogno, e intanto scrivo, cosa che mi piace moltissimo.
Insomma, la vita mi sorride…vuol proprio dire che ha una paresi!
Vabbè, lo so, è una battuta vecchia, ma di questi tempi non si butta via niente.