E poi dicono che la tv non serve a nulla. Ieri durante la pausa pranzo ho seguito un pezzettino di una nota trasmissione pomeridiana, che tratta sostanzialmente di pettegolezzi e varia umanità, ed ho scoperto l’esistenza dei cosiddetti “
sposi d’ufficio”. Si tratta in pratica di una versione open-space del vecchio compagno di banco o, se preferite, amico del cuore, quello con cui dividi complicità, frustrazioni e soddisfazioni, ma con il quale in soldoni non consumi mai, per libera scelta di entrambi.
Bene, io credo di averne sempre avuti, di colleghi del cuore, fin dai tempi dell’Università, e ne sono ben contenta. Mio marito ne è un po’ meno felice, ma gli tocca, visto che si tratta di uno degli effetti collaterali di aver sposato una persona socievole e collaborativa. In più, se ben ricordo, anni fa lui organizzò una
cena a quattro con la sua sposa d'ufficio di allora e relativo ragazzo. Fu una pessima idea: nonostante io non sia molto gelosa, la ragazza in questione riuscì veramente ad irritarmi, a forza di risatine indirizzate esclusivamente al mio fidanzato e a un’imbarazzante sequenza di aneddoti comprensibili solo a loro due. Ricordo benissimo che lei mi ignorò più o meno coscientemente per tutta la sera, dimostrando assai poca diplomazia e ancor meno intelligenza, diciamolo. Purtroppo il suo ragazzo non era la persona più brillante del mondo, quindi io rimasi praticamente zitta tutta la sera, nonostante cercassi ogni tanto di inserirmi nella conversazione dei due piccioncini d’ufficio.
Come finì? Semplice, si sono
persi di vista: il principe non lavora più lì da un pezzo, lei si è trasferita altrove e anche il loro ufficio è stato smantellato. Cose che succedono anche nelle migliori famiglie.
Per questo e per mille altri motivi non si può al giorno d’oggi essere gelosi degli sposi d’ufficio del proprio partner. Questi rapporti infatti sono destinati a finire con la normale evoluzione delle carriere, quindi non c’è da preoccuparsi. Ed è provato che queste relazioni hanno un loro decorso, cioè nascono, crescono e muoiono secondo previsione, oggi come anni fa, quando si cominciò a studiare questo fenomeno…
Sì, tranne che adesso c’è Facebook.