mercoledì, 29 aprile 2009

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Edicola ambulante

In data odierna nulla di nuovo da rilevare, tranne che ho fatto una coda pazzesca. Motivo: un trasporto speciale su una strada statale stretta stretta, con fossato adiacente. Fin qui niente di strano, se non fosse che l'oggetto del trasporto era un'edicola di quelle grandi, a base esagonale. Dico, ma l'abbecedario del bravo progettista non recitava chiaramente: "Quando si disegna un oggetto ingombrante (leggi: un'edicola) è preferibile prevedere la presenza di parti smontabili"? Sembra di no.
Comunque non vale la pena di rabbuiarsi per queste cose. Volevo delle giornate piene, e tra due figlie vispissime e due lavori part-time (che sommati sembrano un po' più pesanti di uno intero) sono stata decisamente accontentata. Però almeno sono serena, ottimista e ormai sulla via della completa dipendenza dalla caffeina. A forza di pensare positivo ho addirittura interpretato la nostra “necessità di fare dei tagli” come un invito ad andare dalla sarta. Le sottanone che mi hanno reso tristemente famosa in passato stanno diventando tutte gonne sopra il ginocchio, olè.
martedì, 28 aprile 2009

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Ciao

Archiviato da juliaset in: vivere, lucida follia, tumore al seno, chiamale emozioni
Sono tornata al mare, come ti avevo promesso, ma non ti ho vista subito. Forse, in un primo momento, non ho neanche provato a cercarti. Stavo bene così, presa dalla mia nuova routine, assorta nei miei pensieri leggeri, finché un giorno, mentre facevo la spesa da sola, ho incrociato il tuo sguardo riflesso nella vetrina. Allora mi sono decisa e ci siamo fermate a parlare un po’.
“Ciao, come va?” ti ho chiesto.
“Non c’è male,” hai risposto, “ma sono stanca. Giro sempre come una trottola. Adesso, per esempio, ho rubato un minuto e mi sento già in colpa perché è tardi, infatti devo scappare.”
Ho guardato le tue borse della spesa, e mi sono sembrate più pesanti delle mie.
Poi hai continuato: “Sai, il lavoro non va molto bene, stiamo affrontando l’ennesima riorganizzazione aziendale. Tra l’altro ieri la babysitter ha telefonato per dirmi che al ritorno dalle vacanze non sarà più disponibile. Appena rientriamo devo cercarne un’altra, tu conosci qualcuno? Il vero problema è che vorrei stare di più con le bambine. Sto cercando un part-time, ma non si trova, almeno per la mia professione. Guarda, almeno riuscissi a dormire bene, di notte! Le nanerottole sono stupende, ma si svegliano in continuazione. La piccola è vivacissima, vuol sempre stare in braccio, e la grande è gelosa. E poi mi trascuro, non ho mai tempo per me. Non sono ancora tornata in forma dopo la gravidanze! Mi sento sfatta, non mi piaccio neanche un po’: ho l’occhio spento e il viso di cemento. In questo modo anche la vita di coppia ne risente, ovvio. Per non parlare della vita sociale: azzerata completamente. A volte mi chiedo cosa sarà il futuro…Scusami, sono diventata lamentosa, vero? Ok, basta parlare di me. Tu come stai? Sembri in formissima…”
“Sì,” ti ho risposto, “sono in forma. Ho anche cambiato lavoro, mi trovo bene, ho più flessibilità. Le bimbe sono cresciute, sono due donnine, ormai. E poi…Va be’, te lo dico: due anni fa ho avuto il cancro, ma ce l’ho fatta e sto bene, fino a prova contraria.”
“Mi dispiace” mi hai detto, facendo una faccia strana. “Non so che dirti, non riesco neanche ad immaginare…” hai aggiunto, con uno sguardo dolce e spaventato, e lì mi hai fatto tenerezza.
“Lo so, cara,” ho risposto. “Non ti devi dispiacere, non devi dirmi nulla e soprattutto non devi metterti nei miei panni.” Non farlo, ho pensato, non sei ancora me. Poi ti ho guardata, fragile, ignara e indifesa, così ho aggiunto: “Adesso ti saluto. Un’ultima cosa: c’è sempre una soluzione…”
Ho fatto per toccarti la mano, ma ho sentito solo il freddo del vetro, e tu sei andata via.

Touch
domenica, 26 aprile 2009

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Ottimistiche previsioni

Archiviato da juliaset in: principesse, favole e mondo azzurro
- Mamma, ma come si fa a dire se domani ci sarà il sole, la pioggia...
- Be', Principessa Grande, ci sono degli scienziati che hanno studiato un modo per fare le previsioni del tempo. Questa scienza si chiama metereologia.
- E ci vuole il computer?
- Sì, è meglio...
- Ah. E questi scienziati riescono a dire se ci sarà l'arcobaleno?
- Ecco...no, Principessa, in genere i metereologi non si sbilanciano sugli arcobaleni.
- Peccato. Magari domani ci sarà un arcobaleno, ma se noi non lo sappiamo ce lo perdiamo. A cosa serve il computer se non si riesce a vedere l'arcobaleno?

Già, a cosa serve? Ho cercato di spiegarlo alla Principessa, ma non sono del tutto convinta della bontà della mia risposta. Nel dubbio, vorrei girare la domanda a Giuliacci.
venerdì, 24 aprile 2009

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Già venerdì

Archiviato da juliaset in: principesse, venere e marte, normale ma non banale
Ieri ho fatto mille cose, tutte abbastanza male.
Sono fiera di me, in ogni modo, anche perchè oggi si bissa.
Concluderò in bellezza questa frenetica settimana portando le due piccole pesti in piscina. Non fraintendetemi: io amo portarcele, per loro è un toccasana, e anch’io in fondo mi diverto. Trovo soprattutto particolarmente gradevole il momento in cui entri nello spogliatoio e, se nel giro di mezzo minuto non riesci ad alleggerirti dei tre quarti del tuo abbigliamento a cipolla, sicuramente svieni. Adoro anche il momento in cui devi raccogliere i lunghi capelli delle principesse in un elegante chignon, per poi infilarli a forza nella cuffia. Ci vuole una certa manualità a compiere questo genere di operazione, soprattutto se loro stanno già cercando di tuffarsi. Poi finalmente le pesti entrano in acqua e ti siedi felice sulle umide panchine degli spalti. Dettaglio importante, la piscina ha sede nella caserma dei Vigili del Fuoco: questo per introdurre il fatto che a un certo punto, circa verso l’imbrunire, arriva una bella squadretta di giovanotti dell’agonistica, per allenarsi nella vasca olimpionica adiacente quella dei bambini. Gli eroici “cadetti” avanzano baldanzosi, petto in fuori e pancia in dentro, con accappatoio rosso rigorosamente slacciato, e tu per un attimo hai l’impressione di essere a uno spettacolo tipo Festa della Donna. Ritorni però bruscamente alla realtà non appena una delle tue figlie ti comunica urlando che le scappa la pipì, e mentre l’aiuti a svolgere le sue funzioni ti cade miseramente la borsa nella turca. Dopo che la bambina ti ha redarguito, perché non ama sentire sua madre esprimersi come uno scaricatore del porto di Marsiglia, la riaccompagni a bordo vasca e constati amaramente che purtroppo la tua festa è finita prima del previsto. Intanto osservi i bimbi che si trasformano in pesci, tutti quanti, e ti intenerisci, insomma ti torna l’istinto materno. La principessa piccola spruzza l’acqua in faccia all’istruttore, come un elefante, e sembra felice. Quando esce dalla vasca la più grande ti racconta che ha messo la testa sotto con gli occhi aperti, e ride, e sei contenta anche tu. Poi giunge il momento della doccia e della rivestizione. Tu sei già stremata, ma ti resta ancora da compiere l’atto finale, ovvero l’asciugatura dei lunghi capelli principeschi. Ti fai coraggio, ti togli l’ultimo quarto di vestiti e impugni i soffioni del phon come due pistole. Le asciughi contemporaneamente, e alla fine le altre madri ti fanno l’applauso. Richiudi la sacca della piscina, che a causa di tutta l’acqua imbarcata pesa alcuni chili di più di quando siete entrate, e finalmente sei pronta ad ascoltare le ultime richieste dei frutti del tuo amore: loro, fresche e profumate come rose, vogliono restare ancora un po’ lì a sgranocchiare patatine, tu invece sei uno straccio puzzolente e vorresti solo conquistare il divano. Ma alla fine cedi, e sosti cinque minuti in camera di decompressione, ciondolando sulla panchina mentre loro mangiano cibo-spazzatura.
Intanto anche i cadetti hanno finito l’allenamento e se ne vanno via, sempre petto in fuori e pancia in dentro, seppure completamente vestiti. Non hai idea di dove stiano andando, ma sei sicura che da qualche parte hai letto che la Festa della Donna andrebbe festeggiata ogni giorno.
mercoledì, 22 aprile 2009

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Frivolezze & Co.

Oggi ho realizzato che maggio sarà fittissimo di impegni di ogni genere. Tra poco inizia anche il corso serale di cui mi dovrò occupare personalmente, quindi urge una bella ripianificazione della gestione domestica.
Resta inteso che non voglio assolutamente rinunciare ai miei piccoli spazi quotidiani, alle mie riflessioni sparse, ai miei libri stropicciati e soprattutto alle mie fughe dalla realtà. Non ho ancora capito bene come riuscirò a far quadrare tutto, ma in qualche modo farò, devo crederci. Intanto preferisco non pensarci troppo. Continuo ad avere una spiccata propensione verso le frivolezze: per esempio, ho un’insana voglia di scarpe nuove, per non parlare della biancheria intima, anche se l’austerity mi impone di resistere, seppur con uno sforzo sovraumano.
Ah, mi sto anche facendo crescere i capelli: gli amanti di X-Factor mi dicono che quando li stiro sembro Morgan, e quando li lascio ricci e ribelli sembro il suo pupillo Matteo Becucci. A parte il colore, in entrambi i casi. E poi vorrei andare al cinema, vedere le mie amiche, sentire tutte le persone care di cui non ho notizie da un po’.
Torna la primavera, insomma, e con lei la voglia di cose nuove.
Mi sento stranamente attiva e vitale: ieri poi non so cosa mi è preso, ho addirittura fatto le lasagne.
martedì, 21 aprile 2009

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Made in Modena

Archiviato da juliaset in: tutti a tavola, principesse, piccola città
- Mamma, giochiamo insieme, ti va?
- Certo, Principessa Piccola.
- Facciamo che siamo al ristorante cinese e io sono la cameriera. Cosa desidera, signora?
- Vorrei involtini primavera e riso alla cantonese.
- Mi dispiace, ma noi qui serviamo solo panini al salume, con una goccia di aceto balsamico.

Ecco un fulgido esempio di cosa vuol dire nascere nella Terra dei Motori.
lunedì, 20 aprile 2009

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Svedese nostalgia

Archiviato da juliaset in: libri, personaggi
Caro Stieg,
ho finito anche il tuo terzo libro, durante una di queste giornate di pioggia. Forse non sai che negli ultimi tempi, quando leggo qualcosa che mi piace, faccio di tutto per cercare di ringraziare l’autore, e se posso gli scrivo. A volte qualcuno mi risponde, con mia grande soddisfazione, ma tu di certo non lo farai. Te ne sei andato troppo presto, e i tuoi libri futuri sono rimasti lì, nella tua penna, anche se sono certa che avevi già preparato per i tuoi personaggi mille altre incredibili avventure. Ma niente, Lisbeth resterà per sempre una giovane hacker sfortunata, geniale e senza vita sociale, Mikael non scriverà altre inchieste e non sedurrà più tutte le donne che avranno la ventura (o forse la sventura) di incontrarlo, Erika rimarrà un personaggio ancora tutto da capire, e così via. Non sapremo mai nulla di Camilla, la misteriosa sorella gemella di Lisbeth, di cui si accenna qua e là, e non incontreremo altri loschi figuri trascinati verso il baratro dal loro odio nei confronti delle donne. Non ci aggireremo più per le strade svedesi, in compagnia dei tuoi eroi vestiti sempre troppo leggeri, per noi che amiamo il caldo e comunque non ci metteremmo mai una giacchettina di pelle con una temperatura esterna di -5°C.
Ciao Stieg, mi mancherai tanto. Sono state molte le serate in cui mi hai aiutato a scivolare verso il sonno, e ti portato spesso con me nelle sale d’aspetto, appesantendo in modo notevole la mia borsetta, vista la mole dei tuoi libri. Anche tu, come altri autori, sei riuscito a non farmi sentire sola, a farmi pensare ad altro, a farmi perdere in una dimensione lontana dalla mia.
Sì, mi mancherai, perché mi hai fatto stare bene. Tanto che se un giorno di questi sentirò davvero troppa nostalgia, verrò a cercarti tra gli scaffali dell’Ikea, e ogni volta che un nome impronunciabile, un oggetto comune, un buon profumo mi farà ricordare qualche brano della tua saga, penserò a te e ti sorriderò.

Stieg Larsson - Millennium Trilogy
Immagine di Uomini che odiano le donne ­ Immagine di La ragazza che giocava con il fuoco ­ Immagine di La regina dei castelli di carta
sabato, 18 aprile 2009

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Temino

Tema: Le mie vacanze di Pasqua.

Svolgimento:
Quest'anno mi sono proprio divertita.
In realtà a scuola ti insegnano che prima si descrivono i fatti, poi si fanno i commenti, ma a noi piace rompere gli schemi, siamo fatti così. Se dovessi usare solo tre aggettivi, direi che la nostra mini-vacanza è stata semplice, serena, intensa. Potrei dire anche ci siamo stancati un pochetto, ma non vorrei dare una connotazione negativa a uno dei momenti più belli che ho vissuto ultimamente. Certo, i piedi mi fanno leggermente male e devo praticamente buttare le mie snackers, però ne valeva assolutamente la pena. Siccome non voglio tediarvi con descrizioni minuziose di cose che probabilmente avete già visto tutti (direi che la Riviera Romagnola è abbastanza conosciuta, no?), vi lascio solo qualche scatto, come mio solito.

Romagna, terra del divertimento
Davanti al nostro appartamento c'era una giostra, quindi era impossibile uscire all'aria aperta senza vederla. Non era aggirabile, in sostanza. Questo vi lascia intendere quanti giri hanno voluto fare le principesse: l'ultimo giorno il giostraio non si è visto, probabilmente è partito per le Maldive con il nostro gruzzolo.

S.Marino
Ammettiamolo, spesso ci si va alla ricerca di grandi affari, ma io non ero partita con questo proposito, e poi sono in una fase di parsimonia. Siamo rimasti impressionati dalla marea di persone, alcune con evidenti difficolta respiratorie, intente ad affrontare scalinate su scalinate per comprare...armi? Molto meglio godersi il panorama, secondo noi.

I parchi tematici
L'ultimo giorno siamo andati a Fiabilandia, ed è inutile dire che abbiamo fatto tutte le attrazione due-tre volte. Le bambine sono diventate matte, ma anche noi ci siamo divertiti. La notizia più eclatante è che mio marito ha sperimentato per la prima volta in vita sua su un'attrazione adatta anche a bambini più alti di 130 cm. E dire che in viaggio di nozze, a Eurodisney, mi era toccato salire sulle montagne russe in compagnia di uno sconosciuto di evidente origine asiatica.
Del Delfinario del Parco Oltremare vi ho già parlato. Aggiungo solo che ci tornerei subito, se potessi. Se ci dovessero essere mamme all'ascolto, vi offro anche un altro buon motivo per andarci: al centro del parco esiste un albero dei ciucci, dove i bimbi lasciano il succhiotto per entrare nel mondo dei grandi.
E' bellissimo, come tutto il resto.

Albero dei ciucci
venerdì, 17 aprile 2009

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Ci sono!

Archiviato da juliaset in: lavoro e altri compiti
Io sarei anche tornata a casa, il problema è che pare che i miei clienti si siano svegliati tutti simultaneamente dal letargo. Meglio così, in fondo è una notizia positiva.
Racconterò qualcosa di più delle mie vacanze nel fine settimana: per adesso mettetevi pure comodi, fate come se foste a casa vostra!
martedì, 14 aprile 2009

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Ritornare all'acqua

Archiviato da juliaset in: chiamale emozioni
C'è Mary, spiaggiata qualche anno fa nei pressi di Ancona, ed accolta come una sorella da una specie diversa dalla sua.
C'è Ulisse, giovane e un po' matto, innamorato della dolce Cleo.
Ci sono i cavallucci marini, il cui corteggiamento danzante si conclude con la femmina che depone le uova nel marsupio del maschio.
Ci sono animali così intelligenti e sensibili che ci ricordano gli esseri umani, o meglio, ciò che dovrebbero essere.
Anche una gita al delfinario di Riccione può essere una dura prova per una mamma dalla lacrima facile.