domenica, 31 maggio 2009

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Il mio maggio intenso

Così finisce anche questo maggio, un mese che non dimenticherò facilmente.
Di cose importanti ne sono successe tante, e alcune ve le ho raccontate, altre no. Adesso anche giugno si prospetta un mese intenso, poi da luglio in poi la mia agendina si rilassa, entra nel cuore dell’estate e inizia a prepararsi ad un convulso settembre, tra i miei tour di controllo in ospedale e l’inizio della scuola della Principessa Grande. Ma torniamo a maggio, che oggi si chiude in gloria con un bel pranzo di famiglia in un agriturismo.
Devo ancora raccontarvi che alcune settimane fa ho partecipato al settimo villaggio della prevenzione, organizzato a Modena come ogni anno dal Ilcestodicilege Onlus. Non ve ne ho parlato subito perché impiego sempre un po’ di tempo a metabolizzare questo genere di eventi: il clima che si respira è bellissimo, ma la faccenda per me resta comunque delicata, non so se mi spiego. Insomma, quando si parla di prevenzione e di diagnosi precoce, da queste parti si ha sempre una strana sensazione di deja-vù. In definitiva è stata una gran bella esperienza, molto coinvolgente, che mi ha permesso di conoscere tante ragazze furbe. Voi direte: ma come fai a riconoscerle? Be’, è semplice, ora ve lo spiego.
Una ragazza furba non si fa pregare troppo e se deve fare una cosa agisce in fretta, senza tanti se e tanti ma.
Una ragazza furba non se ne sta lì a rimuginare, preferisce sempre togliersi i dubbi.
Una ragazza furba non se la racconta, non si nasconde dietro un dito, perché capisce al volo la posta in gioco.
Una ragazza furba ha paura come tutte le altre, però quando è il momento va e l’affronta, magari confidando anche un po’ nel famoso Fattore C.
Insomma, una ragazza furba conosce bene il proprio corpo, e all’occorrenza fa il pap-test e la visita senologica.
Nella maggior parte dei casi chiude la sua cartellina e per un po’ non ci pensa più. Negli altri casi affronta la realtà, a muso duro e a testa bassa, fiduciosa di saltarci fuori.
Del resto, ormai lo sanno anche i muri: le ragazze brave vanno in paradiso, mentre le ragazze furbe vanno dappertutto.

Cherry on the RailRoad
venerdì, 29 maggio 2009

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Pure questa?

Avete presente quei giorni in cui si ha la netta sensazione di essere in procinto di cacciarvi in un guaio molto ma molto grosso? E il bello è che non ne avete colpa e non potete neanche prendervela con voi stessi (peccato, visto che è da sempre il vostro sport preferito): le cose stanno semplicemente rotolando in maniera irreversibile, ma che dico, a valanga, e tutto questo contro la vostra volontà. Insomma, vi ritrovate per sbaglio ad assistere al primo atto di un casino incontrollabile di cui siete gli assoluti protagonisti. E a nulla servono i corsi di crisis-recovery, training autogeno, riflessologia plantare, modulo avanzato di shatzu e altre menate. Voi, che i fiori di Bach li usate da tempo solo come fissante per lo smalto, voi che siete da sempre moderatamente contrari agli psicofarmaci – cioè voi non li assumete personalmente, ma spronate i vostri parenti a farlo-, ebbene, vi ritrovate a cercare disperatamente qualsiasi cosa rappresenti un surrogato di un vero calmante, per poi decidere che in fin dei conti è quasi meglio farsi un caffè, tanto vi agitate comunque. E alla fine stabilite di prenderla come viene, e pensate che la vita vi sta proprio prendendo in giro, non c’è nulla da fare. Si vede che ci ha preso gusto, ecco. Allora sarà quel che sarà, lo scopriremo solo vivendo, e altri luoghi comuni a scelta, tanto vanno bene tutti.
Mah, e poi ti dicono di pensare positivo.
Va be’, amen, cantiamoci su.

mercoledì, 27 maggio 2009

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Falso d'autore

Archiviato da juliaset in: vivere, lucida follia, questione di priorità
Cara Julia, come andiamo? Non è che stai riempiendo un po’ troppo le tue giornate? Cos’è tutto questo gran daffare che ti dai, questo correre di qua e di là? Non sei più la stessa persona che poco tempo fa sosteneva di non volere una vita piena, ma solo una vita tranquilla?
No, forse no. Sei diventata avida di esperienze, in questi ultimi mesi. Non ti risparmi e non ti accontenti più, e fortunatamente non c’è ancora ombra di ansia in ciò che fai. Ma un po’ di stanchezza, quella sì che c’è. E forse anche un po' di sbandamento, ammettiamolo.
Allora un consiglio: fermati. Rifletti un attimo e guarda la vita che stai disegnando: è questo che avevi in mente? Il tuo modo di vivere è bello, sì, ma non è esattamente l’opera d’arte che desideravi, sembra più che altro un falso d’autore. Che dici? Ah, ho capito. Non è un capolavoro, ma ti piace così: in questo momento ti fa stare bene, fa la sua bella figura nel tuo salotto, e sicuramente ti ripaga dell’investimento.
Certo, hai ragione. Anche se lo scarabocchio di un bambino, lasciatelo dire, vale sempre molto di più.

falso
martedì, 26 maggio 2009

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Clima domestico

Archiviato da juliaset in: principe, venere e marte
Ieri il Principe ed io ci siamo incrociati solo per pochi minuti. Lui è entrato in casa accaldato, ha localizzato il telecomando del clima grazie al suo sofisticatissimo sistema radar interiore, e dopo avermi salutata, raccolto informazioni essenziali, eccetera eccetera, mi ha chiesto, soave: “Cara, esci subito? Non per metterti fretta, ma sai, io vorrei accendere il condizionatore”.
Se cominciamo a discutere a maggio riguardo questo argomento, e soprattutto a questi livelli, vuol dire proprio che questa estate stiamo freschi.
domenica, 24 maggio 2009

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C'è un maschio tra noi

Archiviato da juliaset in: famiglia, vivere, venere e marte, chiamale emozioni
Sono orgogliosa di comunicarvi una bella notizia: sto per diventare zia per la terza volta! Mia cognata e mio fratello tra alcuni mesi si riprodurranno nuovamente, alla faccia del crollo delle nascite e della sfavorevole congiuntura internazionale. Il nostro pianerottolo, a pensarci, è uno dei luoghi con tasso di natalità più alto di tutta Modena. Noi abbiamo due bimbe (e ci siamo fermati), i nostri vicini hanno la bellezza di tre maschietti e ora...mio fratello e consorte, dopo le mie due nipotine, hanno messo in cantiere un bimbo! Così raggiungeremo un buon equilibrio tra i maschi e le femmine, per la gioia di tutte le statistiche.
Naturalmente sono felicissima, anche se una domanda sorge spontanea: quale sarà il destino di questo povero esemplare di maschio, in una famiglia prevalentemente femminile come la nostra? Le mie figlie e le mie nipoti, tutte nate nell’arco di due anni e mezzo, sono cresciute fino a questo momento come sorelle, in un tripudio di bambole e altri giochi dai toni rigorosamente rosa-fucsia. Finora hanno stabilito la supremazia sui maschietti del pianerottolo, hanno creato regole e codici speciali per cui nessuna di loro può vestirsi in modo sfacciatamente diverso dalle altre, e ovviamente si sono abituate a propinare pappe di loro invenzione a qualsiasi essere vivente e non vivente che abbia la disavventura di capitare sotto le loro grinfie. Anche se va detto che non disdegnano giochi più rudi, a volte. Insomma, parlando di questo piccoletto in arrivo, una delle mie figlie ha pronosticato, serafica: "Mamma, tranquilla, ci prenderemo noi cura di lui!"
I casi sono due: o ci diventa uno stilista di moda (che comunque può tornare sempre comodo), oppure da grande sarà uno di quei figaccioni che per far colpo sulle donne sussurrano sornioni: “Sai, ho un forte lato femminile, sono cresciuto insieme a un plotone di sorelle e cugine…”.
Mah, ne vedremo delle belle. Solo mio fratello appare sereno, e tutte queste illazioni non sembrano sfiorarlo minimamente: durante l’ecografia ha infatti giurato di averlo visto sgambettare in modo assai dinamico, proprio come un vero calciatore.

cicogna
venerdì, 22 maggio 2009

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Nella valigia dell'estate

Tra un giro e l'altro, cosa vi racconto? Per esempio che ho appena finito di leggere un bel libro, "Non avevo capito niente" di Diego De Silva. Se vi piacciono i protagonisti  un po' perdenti, ma anche no, e apprezzate un certo tipo di umorismo dolceamaro, come via di fuga dalla banalità della vita quotidiana, certamente questo romanzo non vi deluderà. Io l'ho letto in pochi giorni, mi ha aiutato a prendere sonno facendomi sorridere molto. Insomma, ve lo consiglio caldamente.
Più riguardo a Non avevo capito niente
Per il resto sto abbastanza bene, anche se inizio ad avvertire una leggera stanchezza di natura stagionale, oltre che lavorativa. Fortunatamente tra poco si va tutti in ferie, perché - udite udite - abbiamo prenotato le vacanze. La meta è il Cilento, che pare sia un bellissimo posto, neppure molto lontano dai luoghi in cui è ambientato questo libro di cui ho appena parlato, la verità (questa la capirete solo dopo averlo letto).
Insomma, sto preparando mentalmente la mia valigia, con una lunga lista di tutto ciò che devo ricordarmi di fare, leggere e scrivere a partire dalla fine di giugno, per la bellezza di due intere settimane. Quest'anno infatti si anticipa, grazie alla crisi, e ci si gode il mare in una stagione meno caotica del solito. Sono contenta, eppure non so, anche un po' pensierosa. C'è una certa differenza tra il mio stato d'animo odierno e quello dell'anno scorso, quando ero fresca di ricostruzione, ancora malconcia, ed estremamente curiosa di vedere cosa mi aspettava dietro l'angolo. Ero talmente piena di sensazioni contraddittorie che a volte l'unica cosa che riuscivo ad avvertire chiaramente era proprio l'istinto di fuga, la voglia di andare al mare, anche da sola, se necessario. Ora non è più così, non ho più quel genere di ansia, e sento più che altro il bisogno di riposare la mente. Ho decisamente cambiato pelle, in un anno. E sì, è vero, mi conosco meglio, anche se della mia vita non ci ho ancora capito niente, nonostante le mie buone letture.

Dimenticavo: grazie a De Silva ho riscoperto un grande cantautore, e mi piace salutarvi con una sua bella canzone.

mercoledì, 20 maggio 2009

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Cartelli stradali

Archiviato da juliaset in: piccola città, che ironia
Nuova cartellonistica comparsa lungo i miei tragitti di lavoro attraverso la pianura:
  • vendesi cocomeri freschi (di frigo)
  • spaccio di formaggio e altro
  • Marta, tu che puoi...non sposarti, sei ancora in tempo!

Evidentemente i primi caldi fanno uscire allo scoperto anche le più sfrenate fantasie, non solo le dita dei piedi.
martedì, 19 maggio 2009

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Buchi

Archiviato da juliaset in: questione di priorità, lavoro e altri compiti
Scusate ancora la latitanza, sto vivendo un piccolo momento di alienazione lavorativa.
Vi lascio un video scovato per caso durante le mie peregrinazioni in rete: lo dedico a tutti quelli che vorrebbero ma non possono, e anche a quelli che potrebbero ma non vogliono, a piacere.

lunedì, 18 maggio 2009

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Ochette jazz

Archiviato da juliaset in: musica, principesse, che ironia
Non sono sparita, anche se le dure prove di questo fine settimana mi hanno leggermente erosa nel fisico, se non nello spirito. E come sempre oggi sono di fretta (questo mese è tutto così), però due righe sulla recita di fine asilo possiamo pure spenderle, che non succede nulla di grave.
Dico subito che è andata benone: le anatroccole sono state bravissime, si sono divertite molto ed hanno addirittura portato a casa una bella medaglia a testa (e per fortuna, altrimenti chi le sentiva). La rappresentazione è stata bella e coinvolgente… solo un filo lunga, se devo proprio fare un appunto. In pratica noi parenti prossimi dei piccoli attori abbiamo assistito a due ore di danze di ochette, con sottofondo di musica jazz.
E tutto ciò stoicamente, senza un lamento.
Sotto il sole. Senz’acqua. Stipati come sardine, e con scarse possibilità di vedere nitidamente i nostri pargoli, resi democraticamente indistinguibili dalla vestita da papero. Alla fine la morte del cigno avremmo potuto tranquillamente interpretarla noi.
E' stato registrato un attimo di sussulto solo quando la direttrice ha urlato, con tanto di megafono: “Prego tutte le nonne presenti di togliersi dalle panche!”
Giustamente, visto che le panche servivano ai bambini, mica alle nonne, per quanto disidratate.
Infine, per la cronaca, come sempre si è verificato un sanguinario assalto al buffet, e anche stavolta abbiamo partecipato ad una pesca di beneficenza.
Quest’anno però niente pesci: abbiamo portato a casa un orso ballerino in abito tirolese, fortunatamente finto.
venerdì, 15 maggio 2009

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Piccoli anatroccoli crescono

Archiviato da juliaset in: principesse, son soddisfazioni, vera bellezza
Mi sto preparando psicologicamente a uno degli eventi più attesi dell'anno: la recita dell'asilo, che si terrà domani, all'aperto in caso di bel tempo ed in una tumida palestra sovraffollata in caso di diluvio universale. L'attesa è palpabile perchè toccherà alla Principessa Grande ricoprire uno dei ruoli centrali...anzi, onestamente sarà proprio la protagonista: farà il Brutto Anatroccolo. Certo, il personaggio richiede grandi abilità drammatica, ma lei è preparata, è da giorni che si cala nella parte con perfetto metodo Stanislavskij. Pare che a un certo punto debba addirittura danzare in modo da riprodurre l'agonia del povero pennuto stretto dalla morsa di ghiaccio. Voi direte: e poi sai che soddisfazione, quando farà la sua entrata in scena con le candide vesti del cigno! Ebbene no, la mia adorata bambina si trasformerà in ...sua cugina, visto che la parte del Cigno spetta a lei. Ma non indaghiamo oltre, visto che entrambe sono gasatissime ed assai ansiose di esibirsi. La mia Principessa Piccola invece farà un ruolo minore, ovvero l'Anatroccolo Qualsiasi, ma pare contenta pure lei. Insomma, diluvio a parte, ci sono tutti i presupposti migliori per una buona chiusura di quest'anno accademico. E poi c'è una novità di carattere logistico: dopo lo spettacolo ci si può buttare direttamente sul buffet, senza l'obbligo di affrontare prima la pesca di beneficenza o altri giochi. Ciò mi conforta molto, visto che l'anno scorso vincemmo due pesci rossi, che purtroppo ci abbandonarono presto per lidi migliori.

brutto anatroccolo